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Le razze umane non esistono: quando la discriminazione è insensata

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Nei periodi di crisi economica, lo si sa, la discriminazione territoriale ed etnica è sempre dietro l’angolo.

E’ successo nel medioevo, a cavallo fra le due guerre mondiali e tutt’oggi, in Italia e in Europa, non mancano episodi di questo tipo.

Una delle cause di quanto detto, sta nella ricerca assidua e permanente di un responsabile dei vari problemi sociali (spesso generati dalla politica interna, di una nazione).
Già nel 800’, con Joseph Arthur de Gobineau, si è cercato di dichiarare l’esistenza delle “razze” umane, delineandole per importanza e grandezza. Già da subito, però, e nel corso degli anni, si è capito che questa “differenziazione” era più che altro di carattere ideologico, che scientifico.

Numerose ricerche, prettamente legate alla metà del 900’, hanno infatti documentato l’inesistenza delle razze umane, che si dimostrano “biologicamente” insensate e senza alcuna giustificazione scientifico-sociale. E’ anche per tali motivazioni, che è importante comprendere come la realtà italiana, nel corso del tempo, sia destinata a cambiare. Fino agli anni 70’ e 80’, l’Italia multietnica si dimostrava un utopia. Erano presenti pochi stranieri, e quelli sul territorio si contavano sulle dita di una mano.

Adesso, grazie anche all’avvento della globalizzazione, il panorama nazionale ed internazionale è cambiato. Gli spostamenti fisici e sociali sono più numerosi e facilitati dalla velocità di comunicazione.
Quanto detto, porta ognuno di noi ad aver contatti più frequenti con realtà diverse dalle nostre, che sono (il più delle volte) delle opportunità di arricchimento culturale e sociale.

Nascondersi dietro ad un dito, e cercare di evitare tutto questo, non condurrà mai a niente. La nostra nazione, come del resto l’intero sistema globale, ha bisogno di “diversificarsi” per poter sopravvivere, progredendo verso un futuro migliore. Anche per tale motivo, è necessario chiarire una volta per tutte l’inesistenza di una fantomatica differenziazione “razziale”.

E’ anche per questo, che da un po’ di tempo, ho lanciato un’importante iniziativa che mira “definitivamente” ad eliminare il razzismo dal panorama nazionale. L’idea principe, è focalizzata sul cambiamento dell’articolo 3 della costituzione italiana e sulla sostituzione del termine “razza” con “conformazione fisica” (accezione più adatta, in virtù della nostra stessa appartenenza ad un unico genere umano). Il progetto, è accompagnato anche da un libro “articolo 3 comma 1, ha ancora senso parlare di razze?”, e da un sito web: www.articolo3.net.

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